Sabato 7 Luglio 2012

HIROMI “Trio Project”

Sant’Elpidio a Mare – FM

ore 21.30 – P.zza Matteotti

INGRESSO € 20

 


in collaborazione con “GAM LAB Giovani – Arte – Musica

ormai è una stella della nuova Fusion contemporanea ed è entrata di diritto a far parte del ristretto novero dei migliori musicisti del genere. Parlano le eccezionali esibizioni dal vivo, per giunta sui palcoscenici dei maggiori festival Jazz internazionali (da Montreal a Newport a Umbria Jazz –

hiromi è stata scoperta da Chick Corea a soli diciassette anni, tutti i critici musicali parlano bene di lei parla,soprattutto del suo ultimo album d pubblicato il 7 giugno del 2011 con la collaborazione di due fuoriclasse: il bassista Anthony Jackson (decine e decine le sue collaborazioni) e il batterista Simon Phillips, da tempo solista e session-man di Fusion ,ma familiare anche negli ambienti Rock per la sua militanza (fra gli altri) negli Who, nei Toto e nei Judas Priest. Due che non avrebbero bisogno di presentazioni, insomma: qui al fianco di Hiromi nel cosidetto “Trio Project”, ultima esperienza della pianista fra Jazz e rivisitazione di sonate romantiche, a conferma della solidità della sua formazione classica.

Su Hiromi ci sono due scuole di pensiero: c’è chi ne apprezza le indiscutibili doti tecniche e la serietà professionale (né altrimenti la Nostra avrebbe potuto contare sull’appoggio di simili collaboratori) e chi invece trova la sua una proposta “fredda”, scarsamente comunicativa, eccessivamente fondata sulla ricerca del virtuosismo fine a sé stesso e sulla fusione di influenze contrastanti, criticandone i dischi in quanto testimonianze esemplari di cattivo gusto e bravura “a sproposito”; e c’è, ancora, chi liquida la pianista di Hamamatsu descrivendola nei termini di un Emerson o di un Wakeman al femminile, cresciuta a pane e Dream Theater e incapace di confrontarsi – artisticamente parlando – con i grandi del suo genere.

Personalità e classe (oltreché straordinaria presenza scenica) sono qualità che da sempre appartengono alla giapponese, qui alle prese con nove composizioni che ne esaltano la sensibilità e la genialità in termini di arrangiamento; sono partiture complesse, straordinariamente intricate, a tratti capaci di superare il tradizionale canovaccio “esposizione del tema-assolo sul tema”; difficile dunque orientarsi ad un primo ascolto, salvo cogliere immediatamente le fantasiose e brillantissime soluzioni apportate da Jackson e Phillips. Nelle vorticose trame della leader si intuisce la grande influenza su di lei esercitata dal maestro riconosciutoAhmad Jamal (suo mecenate ai tempi della frequentazione del Berklee College di Boston). Sapori progressivi si mescolano al Rhythm’n'Blues, progressioni sensazionali si susseguono sostenute dalla batteria, fino alla delicata rilettura in chiave Jazz della “Patetica” (Sonata N.8) di Beethoven.che ci fa apprezzare la vena più romantica di Hiromi .

 

Le Foto del Concerto



 
 

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