Sant'ElpidioJazzfestival

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15° EDIZIONE 2014

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Libreria Mondadori

Corso Vittorio Emanuele, 9

Civitanova Marche (MC)

Tel. 0733 1941106

 

Amadeus Dischi

Via Giuseppe Verdi, 16

Porto San Giorgio (FM)

Tel. 0734 675575

 

Mingus

Via Bruno Buozzi, 33

Porto San Giorgio (FM)

Tel. 0734 300022

 

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Piazza del Popolo, 25

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Domenica 20 luglio

Venerdi 18 luglio

 TAUFIC - TESSAROLLO DUO

“Painting  with strings”

Presentazione nuovo cd in LIVE CONCERT Brazilian Music

ROBERTO TAUFIC           chitarra

LUIGI TESSAROLLO   chitarra

 

SANT’ELPIDIO A MARE (FM)

CASALE CS di QUOTA CS - Strada Pozzetto,107

ore 21,15 -Ingresso libero

DIANE SCHUUR  QUARTET

in concerto

“I Remember You“

Omaggio a Stan Getz e Frank Sinatra

DIANE SCHUUR    voce e  pianoforte

NICOLA MORESU   contrabbasso

ADAME PACHE      batteria

PIERO ODORICI    sax

 

SANT’ELPIDIO A MARE (FM) Piazza Matteotti (centro storico)

ore 21,15 -Ingresso € 15,00

Al termine degustazione di prodotti tipici locali e di vini d.o.c.

a cura della FORNERIA TOTO’ , della casa vinicola MARIA PIA CASTELLI di Monte Urano

e dell’A.I.S. Associazione Italiana Sommeliers, Delegazione di Fermo-Porto San Giorgio

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associazioneSYNTONIA

P.IVA 01727220442

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Lunedi28 luglio

Mercoledi 23 luglio

PETER LIPA QUINTET

“Beatles in Blues“

Concerto realizzato in collaborazione con:

Ambasciata Slovacca e Assessorato al Turismo

 

PORTO SANT’ELPIDIO (FM)

Lungomare centro - zona rotonda

ore 21,30  ingresso libero

 

In caso di maltempo, il concertro si terrà

alla sala concerti “LA PICCOLA”

in via san Francesco di Assisi.

LUCA CIARLA QUARTET &

CHRIS JARRETT

CHRIS JARRETT         pianoforte

LUCA CIARLA                  violino

VINCE ABBRACCIANTE  fisarmonica

NICOLA DI CAMILLO     contrabbasso

ANDREA PICCIONI     percussioni

 

SANT’ELPIDIO A MARE (FM) Piazza Matteotti (centro storico)

ore 21,15 -Ingresso € 10,00

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Domenica 3 agosto

Venerdi 1 agosto

PAOLO FRESU &

CLAUDIO ASTRONIO

PAOLO FRESU         tromba flicorno ed effetti

CLAUDIO ASTRONIO    organo Callido

Musiche del repertorio classico, jazz  e contemporaneo

In collaborazione con:

ACCADEMIA ORGANISTICA ELPIDIENSE

 

SANT’ELPIDIO A MARE (FM) Piazza Matteotti

(centro storico)

ore 21,15 -Ingresso € 15,00

ALESSANDRO MENICHELLI Trio

Vincitore della I° edizione del Premio “Bottega Jazz” 2014 di Monterubbiano

"Poeti della canzone in jazz"

viaggio nelle melodie delle canzoni dei grandi cantautori

ALESSANDRO MENICHELLI   pianoforte

STEFANO ANGELETTI             basso elettrico

LUCA CINGOLANI                     batteria

 

 

SANT'ELPIDIO A MARE (FM)

Piazzeta San Martino (centro storico)

ore 21,15 -Ingresso libero

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Special

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Martedi 5 agosto

FABRIZIO BOSSO &

MARCO TAMBURINI Quintet

 

“Tributo a Woody Shaw”

FABRIZIO BOSSO         tromba

MARCO TAMBURINI               tromba,

LUCA MANNUTZA                   piano

STEFANO SENNI                    contrabbasso

MARCO VALERI                       batteria

 

 

SANT’ELPIDIO A MARE (FM)

Piazza Matteotti (centro storico)

ore 21,15 -Ingresso € 15,00

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PROFILO

ROBERTO TAUFIC HASBUN e LUIGI TESSAROLO

Luigi Tessarollo e Roberto Taufic presentano in concerto il loro ultimo lavoro discografico “Painting with strings”, con connotazioni latino-mediterranee e jazz e l’esecuzione di brani originali per due chitarre e arrangiamenti di melodie di noti compositori. Il duo StringsGame è un progetto realizzato a 4 mani sfociato nel 2006 nella pubblicazione del primo omonimo CD e in un successivo DVD live con il concerto alle Olimpiadi invernali di Torino in rappresentanza del Jazz Italiano.

Questo abbinamento permette di ascoltare in veste nuova e originale i due artisti, che si presentano con un repertorio che fonde e integra le loro diverse connotazioni stilistiche, maturate in esperienze artistiche differenti ma affini. Il loro interesse reciproco per la melodia mediterranea, la musica brasiliana, la musica jazz, ha permesso questo eccezionale connubio e la realizzazione di un repertorio in cui la scelta e l’esecuzione dei brani fa emergere le diverse personalità espressive, sia improvvisative che compositive e di arrangiamento. La sonorità del duo è basata sui contrasti degli strumenti impiegati, con l’abbinamento di sonorità sia acustiche che elettriche.

Il duo Taufic-Tessarollo, è stato invitato a numerose esibizioni in rassegne e festival chitarristici specializzati, in rassegne e festival jazz e in contesti classici, tra gli altri: I Festival di Chitarra acustica e folk in Friuli, IV Festival Brasiliano di Bologna, rassegna internazionale di Lerici “Chitarre nel Golfo dei Poeti”, Acoustic Guitar 9th International Meeting 2006 di Sarzana, al X Festival chitarristico della Valle Ossola, Sant’Elpidio Jazz Festival, Rivarolo Guitar Jazz Festival, Un Paese a Sei Corde, Rassegna internazionale del Folk Club di Torino, Trieste Loves Jazz, Serravalle Summer Jazz Night…

DIANE SCHUUR

Con la sua straordinaria forza interpretativa e la leggendaria estensione vocale, Diane Schuur, non vedente dalla nascita, durante la sua lunga carriera si è guadagnata l’adorazione da parte della critica di tutto il mondo. La voce della Schuur, tanto potente quanto estremamente flessibile, copre magistralmente tutta la gamma dei registri ed è considerata dai critici “una voce completa ed eclettica”. Diane si è guadagnata il rispetto e gli elogi delle più leggendarie figure della musica jazz e blues, quali Dizzy Gillespie, Count Basie and B.B. King.

La Schuur, in quanto discepolo di lunga data di Dinah Washington e altre leggende del jazz degli anni Quaranta e Cinquanta, ha costruito una solida carriera sia grazie al jazz della generazione che l’ha preceduta, che alla musica pop della sua giovinezza. Lungo una carriera che si sviluppa nell’arco di trent’anni e include due Grammy Award e tre nomination, la musica di Diane Schuur ha esplorato quasi ogni sfumatura del panorama musicale americano del Novecento.

In concerto presenta una serie di canzoni tratte dal suo vasto repertorio, ammaliando il pubblico con la sua capacità di suscitare emozioni con la sua potente voce. “Quando canto sento emanare un calore dal mio cuore verso le persone che ascoltano. È un vero scambio energetico.” Dice Diane Schuur.

Nata a Tacoma, Washington, nel 1953, e fin da piccola conosciuta da tutti come Deedles, la Schuur scopre il mondo del jazz grazie al padre, pianista, e alla madre, che possiede una magnifica collezione di dischi di Duke Ellington e Dinah Washington.

È ancora una bambina quando comincia a cantare What a Difference a Day Makes di Dinah Washington, e impara da sola a suonare il pianoforte, sviluppando uno stile vocale ricco e sonoro. In seguito, prende lezioni regolari di pianoforte alla Washington State School for the Blind fino all’adolescenza.

Nel 1971 Diane Schuur realizza la sua prima registrazione: si tratta di una canzone country, Dear Mommy and Daddy, prodotta da Jimmy Wakely. Dopo le superiori, si concentra sul jazz e si esibisce soprattutto nel nordovest.

Nel 1975 partecipa a un’audizione piuttosto informale con il trombettista Doc Severinson e finisce per esibirsi con il gruppo di Ed Shaughnessy (il batterista dei Tonight Show) al Monterey Jazz Festival. Canta una suite gospel davanti al pubblico entusiasta, tra le cui fila è presente Stan Getz, che la invita a cantare alla White House. Anni dopo, un altro concerto alla White House porta alla registrazione del primo album della Schuur, Deedles, uscito nel 1984.

Nei tredici anni successivi, la Schuur registra 11 album con la GRP, tra cui due vincitori del Grammy, Timeless (1986) e Diane Schuur and the Count Basie Orchestra (1987). L’album con la Basie Orchestra rimane numero uno nella classifica di Billboard per trentatré settimane consecutive. Nel 1991 Pure Schuur sale in vetta alle classifiche di Contemporary Jazz, e Heart To Heart, che vede la collaborazione con B.B. King, sale al numero uno della classifica di Billboard.

Dopo Music is My Life, registrato con la Atlantic nel 1999, registra Friends For Schuur con la Concord nel 2000. È l’inizio di una lunga serie di fortunate collaborazioni:Swinging for Schuur (2001), che raccoglie dei bellissimi duetti con il trombettista Maynard Ferguson; Midnight (2003) in cui la Schuur interpreta tredici canzoni scritte con Barry Manilow; e Schuur Fire (2005), un album dal sapore latino che vede la collaborazione del Carribbean Jazz Project.

L’album Some Other Time, uscito nel 2008, è una raccolta di brani jazz che Diane Schuur ha conosciuto grazie ai genitori negli anni dell’adolescenza: canzoni di George e Ira Gershwin, Irving Berlin, Sammy Cahn, Rodgers e Hammerstein, e una bella versione di September in the Rain, realizzata quando la cantante aveva solo dieci anni.

Some Other Time è, tra le altre cose, un omaggio che la Schuur fa alla musica della generazione dei genitori, un tributo alla madre nell’anniversario della sua scomparsa. “Dopo tanto tempo, tutto quello che i genitori ti hanno detto, hanno cercato di insegnarti, comincia ad avere senso. Capisci come sono cresciuti e come guardavano il mondo nel contesto della loro generazione e del loro tempo.”

A lungo reputata (e a tratti criticata) come un’artista a metà tra jazz e pop, Diane Schuur considera Some Other Time come una ferma dichiarazione di impegno nei confronti della tradizione jazz e della sua influenza sulla propria sensibilità artistica. “Questo album è un ritorno alle mie radici jazz. Non che le abbia mai lasciate, ma ci sono state alcune deviazioni lungo il percorso.”

Segue l’album The Gathering, una collezione di 10 classici della musica country, prevalentemente composti nell’epoca d’oro degli anni Sessanta, la prima volta che Diane Schuur si cimenta in questo genere musicale. In pezzi come Healing Hands of Time di Willie Nelson, When Two Worlds Collide di Roger Miller, Today I Started Loving You Again di Merle Haggard e Til I Can Make It on My Own di Tammy Wynette, traspare la grande versatilità vocale della Schuur. Tra le altre canzoni Why Can’t He Be You, Beneath Still Waters, Don’t Touch Me, ’Til I Get It Right, Am I That Easy to Forget, and Nobody Wins. Pubblicato con la Vanguard Records nel giugno 2011, è un prodotto unico sia per le canzoni che per lo stile, e vede la partecipazione speciale di ospiti come Alison Krauss, Vince Gill, Mark Knopfler, Larry Carlton e Kirk Whalum. The Gathering

Il suo penultimo album Diane Schuur Live è un progetto speciale che raccoglie buona parte del suo repertorio.

Diane Schuur ha appena registrato I Remember You, un omaggio a due dei suoi più importanti mentori, Frank Sinatra e Stan Getz, che sarà pubblicato nel giugno 2104 e che commemora anche la sua scoperta “ufficiale” 35 anni fa da parte di Stan Getz al Monterey Jazz Festival del 1979. Tutti i brani dell’album sono dei nuovi arrangiamenti di Alan Broadbent che suona anche il pianoforte ed è affiancato da una All-Star Band composta da Ben Wolfe, Ulysses Owens Jr., Romero Lubambo, Roni Ben Hur e Joel Frahm.

 

CHRIS JARRETT

Il compositore e pianista Chris Jarrett nasce ad Allentown, in Pennsylvania (Usa), nello splendido scenario dei monti Appalachi. Cresciuto in una famiglia di origine europea dallo straordinario talento musicale, inizia lo studio del pianoforte con Vincenz Ruzicka per poi continuare al conservatorio di Oberlin. Nel 1985 si trasferisce in Germania dove incide il suo primo disco Dance on the Volcano, compone le musiche per il balletto For Anne Frank e il lavoro sinfonico Loves Me Not. Successivamente prestigiosi impegni concertistici lo portano dal Messico alla Tunisia, dalla Scandinavia alla Francia, dai paesi dell’Est Europa alla Grecia, collaborando con musicisti in ambito etnico, jazz e contemporaneo quali Dhafer Youssef, Zoltán Lantos, Ramesh Shotham, Wolfgang Dauner, Adrien Dennefeld.

Nella sua musica convivono felicemente strutture e forme di estrazione classica ed etnica, il linguaggio contemporaneo più estremo e la libertà dell'improvvisazione jazz. Lo spettro del suo modo di esprimersi musicalmente può essere molto ampio; selvaggio, ritmico, ironico, epico, melanconico, bizzarro, mistico, e nelle sue strabilianti composizioni si intravede l'influenza di alcuni dei suoi compositori preferiti come Johannes Ockeghem, Sergej Prokofiev, Charles Mingus o Frank Zappa. "...si sente a suo agio nel mondo della spontaneità, suona al di fuori di qualsiasi categoria e sorprende l’ascoltatore con esperimenti sonori apparentemente free ma che in realtà seguono una logica intrinseca. Questo spirito non convenzionale e sbarazzino ti lascia desideroso di ascoltarlo ancora”. Jazzpodium (Germania)

LUCA CIARLA

Uno dei violinisti più originali e sorprendenti in circolazione, Luca Ciarla supera agilmente i confini tra i generi per tracciare un percorso musicale innovativo, una magica seduzione acustica in perfetto equilibrio tra scrittura ed improvvisazione, tradizione e contemporaneità. Il suo stile inconfondibile lo ha portato ad esibirsi con successo in tantissimi festival e rassegne concertistiche di jazz, classica e world music in più di quaranta paesi di ogni continente; dal Montreal Jazz Festival al Melbourne Jazz Festival, dal National Arts Festival in Sudafrica al Java Jazz Festival in Indonesia, dall’Esplanade di Singapore all’Istituto Italiano di Cultura di New York. “Luca Ciarla ha stregato il pubblico della classica, del jazz e del folk con la sua originalità” Cover Magazine (Hong Kong)

Nato a Termoli, in Molise, inizia a suonare il violino e il pianoforte all’età di otto anni. A dodici studia al conservatorio e dopo pochi anni inizia ad esplorare anche il jazz e l’improvvisazione, appassionandosi a Keith Jarrett, Egberto Gismonti e i Turtle Island Quartet. Si diploma in violino nel 1993 e poi studia presso la Scuola di Musica di Fiesole e la Scuola di Alto perfezionamento di Saluzzo. Nel 1996 si trasferisce negli Stati Uniti per seguire un master presso l’Indiana University e per studiare jazz con David Baker. Successivamente porta a termine anche un dottorato presso l’Università dell’Arizona dove insegna violino ed improvvisazione per alcuni anni. Vincitore di vari concorsi in Italia e all’estero, è stato premiato nel 1999 dalla prestigiosa organizzazione newyorkese Chamber Music America. Luca Ciarla ha registrato con varie etichette discografiche (Egea, Alfamusic, Felmay, Camjazz, Incipit, Violipiano) lavorando nel mondo della classica, del jazz, dell’etnica e persino nel rock con musicisti del calibro di Daniele Sepe, Greg Cohen, Chris Jarrett, Joshua Bell, Edgar Mayer, Daniele Scannapieco, Danilo Rea, Sylvain Gagnon, Anthony Fernandes, Andrea Piccioni, Simone Zanchini, Lello Pareti, Marco Siniscalco, Marina Rei, Blaine Whittaker, Mimmo Locasciulli, Luciano Biondini, Fabrizio Bosso, Sergio Cammariere, Rodolfo Maltese, Paola Turci, Waleed Abdulhamid, Luigi Tessarollo, Ferruccio Spinetti, Meklit Hadero e tanti altri. Fondatore della Violipiano Arts, casa di produzione artistica nata ad Hong Kong nel 2001, Luca Ciarla presenta anche master class di violino incentrati sulla ricerca della propria creativita' musicale.

PETER LIPA

Peter Lipa (born May 30, 1943) is a Slovak singer, composer and promoter of jazz, often referred to as the Father of Slovak Jazz.[1][2]

 

Lipa was born in Prešov, and has mainly worked in Czechoslovakia, the Czech Republic and Slovakia. His roots are blues, soul, and mainstream classical, and his work ranges from jazz standards to funk and rock.

 

In 2003, he released an album called Beatles in Blue(s) featuring 16 Beatles songs. His interpretations of these songs are very individualistic as he and his arrangers and musicians aimed at creating the most unusual renditions they could imagine.[3] Some songs, such as "Every Little Thing" and "I Wanna Be Your Man", are recorded so differently from the original versions that only the lyrics remain: in each case, the tempo, rhythm, chord changes and melody are new.

 

Three of his studio albums have been listed among The 100 Greatest Slovak Albums of All Time, such as Lipa spieva Lasicu (2005), at number fifty-eight, ...v najlepších rokoch (2001), at number sixty-three, and Naspäť na stromy (1995), at number eighty-one.[4] Most recently, his latest studio output entitled 68 (2012) peaked at number forty-eight on the Czech Albums Chart.[5]

PAOLO FRESU

Inizia lo studio dello strumento all'età di 11 anni nella Banda Musicale del proprio paese natale e dopo varie esperienze di musica leggera scopre il jazz nel 1980 ed inizia l'attività professionale nel 1982 registrando per la RAI sotto la guida del M° Bruno Tommaso e frequentando i Seminari di Siena jazz. Nel 1984 si diploma in tromba presso il Conservatorio di Cagliari e nello stesso anno vince i premi <RadioUno jazz>, <Musica jazz> e <RadioCorriere TV> come miglior talento del jazz italiano. Nel 1990 vince il premio <Top jazz> indetto dalla rivista 'Musica jazz' come miglior musicista italiano, miglior gruppo (Paolo Fresu Quintet) e miglior disco (premio <Arrigo Polillo> per il disco 'Live in Montpellier'), nel 1996  il premio come miglior musicista europeo attraverso una sua opera della 'Académie du jazz' di Parigi ed il prestigioso ‘Django d’Or’ come miglior musicista di jazz europeo e nell’anno 2000 la nomination come miglior musicista internazionale. Solo i primi, in una lunga serie di riconoscimenti che proseguono nel presente musicale tra i quali spiccano le cittadinanze onorarie di Nuoro, Junas (Francia) e Sogliano Cavour e la Laurea Honoris Causa dell’Università La Bicocca di Milano.

Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni: F. D'Andrea, G. Tommaso, B. Tommaso, T. Ghiglioni, E. Rava, A. Salis, E. Pieranunzi, G. Gaslini, GL. Trovesi, R. del Fra, A. Romano, G. Ferris, J. Taylor, K. Wheeler, P. Danielsson, J. Christensen, G. Mulligan, B. Brookmayer, D. Liebman, K. Berger, D. Holland, R. Beirach, J. Zorn, J. Abercrombie, H. Merril, R. Towner, R. Galliano, M. Portal, T. Gurtu, J. Lee, Gunther Schüller, P. McCandless, J. Hall, L. Soloff, Uri Caine, Ralph Towner, Gil Evans Orchestra, Toots Thielemans, Omar Sosa, Carla Bley, Steve Swallow, Dave Douglas, ecc.

Ha registrato oltre trecentocinquanta dischi di cui oltre ottanta a proprio nome o in leadership ed altri con collaborazioni internazionali (etichette Francesi, Tedesche, Giapponesi, Spagnole, Olandesi, Svizzere, Canadesi, Greche) spesso lavorando con progetti 'misti' come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica contemporanea, Musica Leggera, Musica antica, ecc.. collaborando tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, Farafina, O. Vanoni, Alice, T. Gurtu, G. Schüller, Negramaro, Stadio,  ecc.

Molte sue produzioni discografiche hanno ottenuto prestigiosi premi sia in Italia che all'estero. Nel 2010 ha aperto la sua etichetta discografica Tŭk Music.

Dirige il Festival 'Time in jazz' di Berchidda, è direttore artistico e docente dei Seminari jazz di Nuoro ed ha diretto il festival internazionale di Bergamo.

E' stato più volte ospite in grandi organici quali la 'G.O.N. - Grande Orchestra Italiana', l'ONJ - Orchestra nazionale di jazz francese, la NDR - orchestra della Radio tedesca di Amburgo, l’italiana Instabile Orchestra, la PJMO dell’Auditorium/Parco della Musica di Roma, l’Orchestra Sinfonica della Rai, l’Orchestra dell’Arena di Verona, I Virtuosi Italiani ed altri.

Ha coordinato, inoltre, numerosi progetti multimediali collaborando con attori, danzatori, pittori, scultori, poeti, ecc. e scrivendo musiche per film, documentari, video o per il Balletto o il Teatro.

Oggi è attivo con una miriade di progetti che lo vedono impegnato per oltre duecento concerti all’anno, pressoché in ogni parte del globo.

Vive tra Parigi, Bologna e la Sardegna. - See more at: http://www.paolofresu.it/it/biografia/biografia-essenziale/#sthash.XhTeME1E.dpuf

CLAUDIO ASTRONIO

Non è stata la prima volta che Paolo Fresu ha dialogato con Claudio Astronio, organista, clavicembalista e direttore d'orchestra, che alla musica barocca, di cui è interprete di assoluto rilievo, non disdegna di accostare esperienze di musica contemporanea. I due si erano infatti già esibiti in duo alcuni anni fa a Pisogne sul lago d'Iseo.

Il repertorio è estremamente vario, tanto apparentemente disomogeneo quanto nella realtà strettamente concordante: fra composizioni di musica barocca (di Claudio Monteverdi, Tarquinio Merula, Henry Purcell...) si sono inseriti un tema di Philip Glass e brani originali dei rispettivi interpreti. Ognuno di essi, alternandosi nel ruolo principale, ha potuto usufruire anche di spazi d'esposizione solistica. Di Astronio si sono potuti apprezzare l'elegante e austero piglio della diteggiatura, la sapienza armonica e la mobilità delle dinamiche. Come in altre occasioni, il trombettista sardo ha dimostrato di sentirsi perfettamente a suo agio con qualsiasi repertorio, riuscendo a piegarlo a una sua personale sensibilità, a una sua pronuncia contraddistinta da spontanea naturalezza, da intima e semplice poesia, da una comunicativa umana e rilassata. L'impressione complessiva che ne è risultata è stata quella di assistere a un concerto di musica classica, dalle atmosfere pacate e avvolgenti, senza trasgressioni (non sono parsi tali nemmeno i passaggi più eccentrici e tangenziali in cui la strumentazione elettronica ha filtrato la tromba o il flicorno di Fresu).

Nella performance una componente importante hanno rappresentato le sorprese sceniche, ormai immancabili quando Fresu si trova ad esibirsi in spazi anomali: una modalità comportamentale che da un lato risponde all'esigenza di relazionarsi fisicamente con l'ambiente, sondando il variare delle sue qualità acustiche, dall'altro tende a coinvolgere maggiormente il pubblico. Fra giochi di luce e una suggestiva penombra,  il trombettista ha occupato il palco centrale (collocato al posto dell'altare maggiore) solo in alcuni brani; si è affacciato inaspettatamente invece in un'alta apertura laterale sull'abside, è comparso sulla balconata dell'organo al fianco del partner, o su quella specularmente opposta, in alto a metà della navata, ha deambulato in platea fra il pubblico nei momenti di raccordo fisico-musicali.

In pratica ne è risultata una musica quasi totalmente acustica, dalla dimensione cameristica, che ha sfruttato le opportunità della sala. Comunque l'equilibrio acustico fra i due strumenti si è rivelato sempre ottimale, senza che uno sovrastasse l'altro: le armonie risonanti e vibranti dell'organo si sono integrate con il sound pieno e morbido degli ottoni di Fresu.

In questa situazione ambientale, la concentrazione non è stata rotta da interruzioni di sorta, per presentare i brani e nemmeno per applaudire, lasciando così che si snodasse un flusso musicale continuo in una concatenazione naturale e magica di suggestioni. Solo alla fine, dopo un attimo di esitazione, sono scrosciati gli applausi per poi lasciare il posto al bis: la struggente aria "Lascia ch'io pianga" di Händel, in una versione dalle movenze forse troppo cadenzate.

FABRIZIO BOSSO

Diplomato a 15 anni al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, completa i suoi studi al St. Mary's College di Washington DC. Nel corso della sua carriera ha avuto numerose collaborazioni con artisti quali Stefano Di Battista, Claudio Baglioni, Paolo Fresu, Aldo Romano, Flavio Boltro, Mario Biondi, Bruno Lauzi (nell'album Il manuale del piccolo esploratore del 2003), Sergio Cammariere, Bob Mintzer, Tullio De Piscopo, Paolo di Sabatino, Randy Brecker e molti altri artisti di livello internazionale.[1] Più di una volta si è esibito in pubblico insieme alla cantante jazz Chiara Civello.

È costante la sua presenza all'Umbria Jazz Festival di Perugia.

Nel 1999 viene votato come "Miglior Nuovo Talento" jazz italiano da un referendum istituito dalla nota rivista Musica jazz.[1]

Nel 2008 ha ricevuto una nomination e, in seguito, vinto l'Italian Jazz Awards - Luca Flores come Best Jazz Act. Partecipa inoltre al Festival di Sanremo 2008 con Sergio Cammariere.

Nel 2009 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo come ospite della giovane promessa Simona Molinari.

Compare nella compilation Club Jazz Digs Lupin The Third (2010) con il brano Toward the Patrol Line.

Nel 2011 ha accompagnato Raphael Gualazzi nel brano Follia d'amore risultato vincitore della categoria Giovani del Festival di Sanremo 2011 e nel giugno 2011 incide insieme alla London Symphony Orchestra eStefano Fonzi "Enchantment" un tributo alla musica di Nino Rota in occasione dei cento anni dalla nascita.

Nel 2012 suona nel nuovo disco di Ivana Spagna dal titolo 'Four', nella canzone Listen to your heart, e si è esibito con Nina Zilli sul palco del Festival di Sanremo 2012.

Dal 5 al 26 marzo 2012 partecipa alla trasmissione televisiva in onda nella prima serata del lunedì su Canale 5 dal titolo "Panariello non esiste".

Il 26 novembre 2012 esce "L'amore è una cosa semplice (Special Edition)" dove duetta con Tiziano Ferro nella traccia 6."Per te (For You)"

L’ 11 dicembre 2013 esce il brano "Non dirmi mai di no", in cui Fabrizio duetta con la band bolognese Stil Novo. La protagonista del videoclip è Cristina del Basso, che interpreta una vittima di stalking.

MARCO TAMBURINI

lasse '59, Marco Tamburini ha quest'anno compiuto i primi vent'anni di carriera, senza troppi fronzoli o celebrazioni. E forse più di tutti rappresenta il trait d'union fra i grandi jazzisti italiani della vecchia guardia, quelli che con grandi sforzi hanno cercato di far conoscere questa meravigliosa musica quando i tempi e le attenzioni erano rivolte altrove, ed i giovani musicisti che oggi hanno comunque maturato una certa esperienza, proprio grazie a quelle frequentazioni e a quella palestra di musica e di vita. E Tamburini racconta e si racconta, svelando anche il mistero che si cela dietro lo spot di una nota carta di credito, che secondo molti lo coinvolgerebbe...